Disturbo non Verbale dell'Apprendimento (DNV)

I bambini con Disturbo non Verbale dell'Apprendimento (DNV) presentano un profilo tipico con delle aree di funzionamento deficitarie e delle aree di funzionamento normale e addirittura superiore alla norma. I punti di debolezza riguardano tre aspetti principali: le abilità senso-motorie, le abilità visuo-spaziali e le abilità sociali mentre un discorso a parte meritano gli aspetti linguistici e l'aritmetica.

 

Area senso-motoria

Questi bambini hanno una storia di scarsa coordinazione psicomotoria, sono goffi, non riescono negli sport di destrezza. Le tappe motorie sono ragiunte

di solito in tempo ma “all’ultimo minuto”, sono poco esplorativi, preferiscono conoscere il mondo facendo delle domande e ricavando delle risposte. Dopo i primi passi il cammino resta a lungo incerto, con sbandamenti e cadute, abbandonano tardi la mano del genitore, sono riluttanti ad arrampicarsi sui giochi del parco. Questa difficoltà di percezione dell’equilibrio e di coordinazione dei movimenti rende un’impresa titanica imparare ad andare in bicicletta, possono volerci letteralmente degli anni invece di pochi giorni o settimane, come di solito accade. Le magliette vengono infilate al contrario ed allacciarsi le scarpe diventa un’impresa. Anche motricità fine è compromessa, non amano colorare, disegnare, non sanno usare le forbici. La matita viene tenuta in modo sempre diverso, i bambini spingono troppo sul foglio nel tentativo di stabilizzare il movimento e di controllare il segno, ma il risultato è scoraggiante. Anche quando, dopo molto esercizio, la scrittura diventa accettabile questo processo resterà sempre lento e faticoso.


Area visuo-spaziale

Possono avere problemi di riconoscimento, l’organizzazione, la sintesi delle informazioni visuo-spaziali. Nell’esaminare un’immagine essi tendono a concentrarsi sui dettagli e a trascurare la visione d’insieme. Vedono l’albero e non foresta. Questi bambini hanno difficoltà ad orientarsi nello spazio, si perdono facilmente, non ricordano la strada di casa. Ovviamente una modifica della routine (il ponte chiuso) sconvolge le loro sicurezze e il può mandare in panico.

I bambini con DNV non sono portati per i giochi di costruzione tipo il lego. A scuola si trovano persi davanti a un foglio bianco non riuscendo ad organizzare lo spazio. E’ tipica, ma non obbligatoria, la tendenza a “dimenticarsi” lo spazio verso sinistra. Sin dalla scuola materna disegnano poco e cercano di evitarlo. La geometria è poco comprensibile per questi bambini. Hanno difficoltà a riconoscere le facce soprattutto quelle di persone che vedono meno frequentemente.


Area delle abilità sociali

Il bambino con Disturbo non Verbale dell’Apprendimento presenta notevoli difficoltà nell’interazione con i coetanei del momento che non riconosce a cogliere indizi non verbali dei comportamenti. Se si pensa che il 65% delle informazioni di una conversazione sociale media viene comunicato per via extraverbale si può intuire la difficoltà del bambino con DNV. Per esempio, se mentre state parlando con un conoscente questo guarda ripetutamente l’orologio, voi capite che ha fretta e concludete rapidamente la conversazione per permettergli di andare. Un bambino con DNV continuerebbe a parlare per ore e potrebbe seguire fisicamente l’altra persona quando questa se ne va spazientita. Il paradosso è che spesso i bambini con DNV cercano disperatamente la relazione sociale ma i suoi comportamenti vengono fraintesi e interpretati come noiosi, impertinenti o maleducati. Il bambino con DNV vorrebbe fare la cosa giusta ma non ci riesce per il semplice motivo che non riesce ad interpretare la situazione sociale in cui si trova. Per questo motivo spesso i bambini preferiscono interagire con gli adulti che con i coetanei, ma ciò non fa altro che acuire il loro isolamento. 


Aspetti linguistici

Il linguaggio dei bambini con Disturbo non Verbale dell’Apprendimento è una medaglia a due gaccie opposte, con alcuni punti di forza e altri di debolezza. Il loro linguaggio è buono nel senso quantitativo (parlano molto e ricordano facilmente le informazioni verbali) mentre se si vanno ad esaminare gli aspetti qualitativi appaiono evidenti i limiti e le debolezze delle loro capacità linguistiche. Infatti, il loro linguaggio è tipicamente carente nei contenuti e nella pragmatica. La loro verbosità non ha molti contenuti e vi è solitamente un deficit di prosodia, cioè dell’intonazione, del ritmo, dell’accentazione, dell’enfasi del discorso.